Domenica  
DOMENICA

Il tempo della festa è il tempo dell’interruzione, un taglio nella continuità dei giorni: un evento.
La domenica, rossa sui calendari di una volta, divide nettamente e definitivamente, la settimana passata da quella entrante, ci fa procedere nell’agenda da un ciclo di impegni a un altro. E’ il giorno che interrompe, che crea una sospensione perché altro si dia e torni a darsi.
Giorno spesso troppo lungo se si è soli, Domenica scorre via intorno a un tavolo, in un pranzo all’aperto. Qualcuno documenta, un bambino si volta e fissa il fotografo, e con lui l’obiettivo. Qualcuno si alza, qualcuno ride, le bottiglie sono semivuote, è festa. I corpi sono in movimento, più che a una foto viene da pensare al fotogramma di un film portato su una tela, film a cui è stato, ma solo per un attimo, tolto il sonoro.

“E ne sarebbe valsa la pena, dopo tutto,
Ne sarebbe valsa la pena,
Dopo i tramonti e i cortili e le strade spruzzate di pioggia,
Dopo i romanzi, dopo le tazze da tè, dopo le gonne strascicate sul pavimento
E questo, e tante altre cose? –
E’ impossibile dire cosa intendo!
Ma come se una lanterna magica proiettasse il disegno dei nervi su uno schermo:
Ne sarebbe valsa la pena
Se una, accomodandosi un cuscino o togliendosi uno scialle,
E volgendosi verso la finestra, dicesse:
“Non è per niente questo,
Non è per niente questo che volevo dire.”
(T.S. Eliot)


 
 
 

  

BEATRICE MEONI - via Fondacchi 20, 19038 Sarzana (SP) - info@beatricemeoni.it ©2004-2011