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Beatrice Meoni

 

Una stanza tutta per sè

L’immagine prende forma da uno scritto sullo spazio femminile di Sandra Burchi.
La stanza, dove le memorie della Burchi bambina si affacciano per raccontare il lavoro sommerso della madre, sarta, si trasforma nell’esilità della garza, nel riferimento a Virginia Woolf di una stanza tutta per sé. Racchiude tra le sue mura trasparenti la memoria di un tinello adibito a spazio di lavoro, che riprende forma ogni sabato per indossare il suo abito migliore: un copritavolo ricamato… Una stanza in cui il tempo cancella e trasforma mantenendo come unico monumento una macchina da cucire in garza…

Una stanza fragile, segnata dai ritmi sonori della casa  che la contiene. Mura impalpabili che solo apparentemente oggettivano la presenza di uno spazio costruito e definito, com’è quello del lavoro sommerso di una donna.
testo Sandra Burchi

 

 

   

  

    

Fotografie eseguite all'interno del Concept Store Mantero, Como
 

Un ringraziamento particolare a Nazzarena Bortolaso e Mimmo Totaro di Arte&Arte, a Elena Povellato della galleria Il Traghetto di Venezia e a Massimo Biava della galleria Cardelli & Fontana

    

     

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